Negli ultimi anni il bilancio di sostenibilità è passato da servizio di nicchia a vera e propria linea di business per consulenti, commercialisti e società di advisory. L’evoluzione normativa (CSRD, standard ESRS e modello VSME per le PMI non obbligate) ha ampliato in modo significativo la domanda, rendendo questo servizio sempre più richiesto anche da imprese di dimensioni medio-piccole.

Quando si parla di costo del bilancio di sostenibilità, però, l’attenzione si concentra quasi sempre sulle aziende clienti. Molto meno frequente è un’analisi trasparente dal punto di vista di chi il servizio lo offre: quanto deve investire un consulente per strutturare l’offerta? Quali sono i margini reali? E in quanto tempo si rientra dell’investimento?

Questo articolo nasce proprio con questo obiettivo: analizzare il bilancio di sostenibilità come prodotto consulenziale, mettendo al centro numeri, modelli organizzativi, pricing e ritorno economico per il professionista.

Modello white-label o team interno: due approcci, economics molto diversi

Il primo snodo strategico per chi vuole offrire consulenza sul bilancio di sostenibilità riguarda il modello operativo

Oggi il mercato italiano si muove principalmente su due direttrici: costruire un servizio completamente interno oppure affidarsi a soluzioni white-label basate su piattaforme digitali.

Costruire un team interno: controllo totale, costi elevati

Sviluppare il servizio di bilancio di sostenibilità completamente in-house significa gestire internamente tutte le fasi, dall’interpretazione normativa alla raccolta dei dati, fino all’analisi di materialità, alla redazione del documento e al controllo qualità. Questo approccio garantisce un alto livello di controllo, ma richiede un investimento iniziale significativo

Un consulente o uno studio deve infatti prevedere l’inserimento di figure ESG dedicate, la formazione continua su ESRS, CSRD e VSME, l’adozione di software per la gestione dei dati e il tempo non fatturabile necessario a strutturare processi e metodologie. 

Nel primo anno, l’investimento complessivo può facilmente superare i 50.000 euro, con una forte incidenza di costi fissi. Il principale rischio è la saturazione del team: se il volume di bilanci venduti non è sufficiente, la marginalità del servizio si riduce rapidamente.

Modello white-label: flessibilità e soglia di ingresso ridotta

Il modello white-label si basa sull’utilizzo di piattaforme che mettono a disposizione framework metodologici, strumenti digitali e output strutturati per il bilancio di sostenibilità. In questo assetto il consulente rimane il referente principale del cliente e conserva il ruolo strategico, ma riduce in modo significativo la complessità operativa e il carico di lavoro interno. 

Dal punto di vista economico, il vantaggio è immediato: l’investimento iniziale è contenuto, i costi sono in gran parte variabili e direttamente proporzionali al numero di pratiche gestite, mentre il rischio finanziario nella fase di avvio risulta limitato. 

In molti casi, l’investimento complessivo del primo anno si mantiene nell’ordine di poche migliaia di euro, rendendo questo modello particolarmente accessibile anche per studi professionali di piccole e medie dimensioni che vogliono testare il mercato senza esporsi a costi fissi elevati.

Breakdown dei costi per il consulente ESG

Indipendentemente dal modello scelto, esistono alcune voci di costo comuni a chi offre servizi di bilancio di sostenibilità. Analizzarle in modo puntuale è essenziale per definire un pricing sostenibile.

Software e strumenti digitali

Oggi è difficile immaginare un servizio di bilancio di sostenibilità realmente competitivo senza il supporto di una piattaforma digitale. Questi strumenti consentono di gestire in modo strutturato la raccolta e la validazione dei dati, garantire l’allineamento agli standard ESRS e VSME e automatizzare la produzione del documento finale, riducendo tempi e rischio di errore

Il costo annuo del software varia in funzione delle funzionalità offerte e del livello di complessità del servizio, ma nella maggior parte dei casi si colloca in un intervallo che va da qualche migliaio a qualche decina di migliaia di euro. 

Non si tratta solo di un costo operativo, ma di un investimento che incide direttamente sull’efficienza del processo e sulla redditività complessiva della consulenza.

Formazione e aggiornamento continuo

La sostenibilità è un ambito in costante evoluzione. Standard, interpretazioni e best practice cambiano rapidamente e richiedono un aggiornamento continuo. Anche per consulenti già esperti, è realistico prevedere un budget annuale dedicato alla formazione, spesso sottovalutato nelle fasi di pianificazione.

Il vero costo nascosto: il tempo del consulente

La variabile più critica resta il tempo. Non solo ore fatturabili, ma costo opportunità. Un bilancio di sostenibilità per una PMI, se ben strutturato e supportato da strumenti adeguati, può richiedere un numero limitato di ore. Senza processi efficienti, il tempo necessario aumenta e la redditività cala rapidamente.

Pricing medio del bilancio di sostenibilità nel mercato italiano

Parlare di costo del bilancio di sostenibilità dal lato consulente significa anche capire quanto il mercato è disposto a pagare. Negli ultimi anni si sono consolidate tre principali fasce di prezzo.

Pacchetto Basic

Rivolto a micro e piccole PMI, utilizza framework semplificati e un set ridotto di indicatori.

Prezzo medio: 3.000 – 5.000 euro

Pacchetto Standard

È oggi la soluzione più richiesta. Include analisi di materialità, KPI ambientali e sociali strutturati e maggiore allineamento agli standard.

Prezzo medio: 6.000 – 10.000 euro

Pacchetto Premium

Pensato per aziende più strutturate o orientate alla compliance futura. Include doppia materialità, analisi approfondite e supporto strategico.

Prezzo medio: 12.000 – 20.000 euro e oltre

Margini operativi: quanto guadagna davvero il consulente?

Quando il servizio è progettato in modo efficiente, il bilancio di sostenibilità può generare margini molto interessanti.

Nel modello white-label, il costo variabile per singola pratica è generalmente contenuto. Questo consente di raggiungere margini lordi superiori al 50–60%, soprattutto sui pacchetti Standard e Premium.

Nel modello con team interno, i margini dipendono fortemente dal volume. Con un numero elevato di bilanci venduti, la redditività può essere elevata; con pochi incarichi, i costi fissi riducono drasticamente il risultato economico.

ROI del bilancio di sostenibilità: quando rientra l’investimento

Il ritorno sull’investimento è uno degli aspetti più rilevanti per chi sta valutando l’ingresso nel mercato del bilancio di sostenibilità. Nel modello white-label, il break-even può essere raggiunto anche dopo pochi incarichi, rendendo questo approccio particolarmente adatto a testare la domanda con un’esposizione finanziaria contenuta. 

Al contrario, un modello basato su un team interno richiede il raggiungimento di un numero minimo di bilanci annui per coprire i costi fissi e diventa sostenibile solo in presenza di un flusso di clienti stabile e prevedibile

Per molti studi professionali, partire in modalità white-label rappresenta quindi una scelta strategica per validare il mercato, sviluppare competenze e strutturare l’offerta senza immobilizzare capitali significativi.

I 3 errori di pricing più comuni nella consulenza sul bilancio di sostenibilità

1. Prezzo basato solo sulle ore

Il bilancio di sostenibilità genera valore strategico, non è solo un documento. Prezzarlo come una semplice attività operativa porta quasi sempre a sottostimarlo.

2. Supporto post-consegna non regolato

Revisioni infinite e assistenza non delimitata erodono rapidamente i margini.

3. Offerta non modulare

Includere tutto fin dall’inizio aumenta complessità e costi. Una struttura modulare è più scalabile e redditizia.

Bilancio di sostenibilità: opportunità reale, ma solo con un approccio imprenditoriale

Il bilancio di sostenibilità rappresenta oggi una leva di crescita concreta per consulenti e studi professionali. Ma non è un servizio da aggiungere in modo improvvisato al catalogo. Serve una visione chiara dei costi, un pricing coerente e strumenti che riducano il carico operativo.

Per molti professionisti, il modello white-label è il punto di partenza ideale: consente di entrare nel mercato, generare margini e costruire competenze con un rischio contenuto. In un contesto in cui la sostenibilità diventerà sempre più centrale, vincerà quindi chi saprà strutturare il servizio in modo solido, redditizio e scalabile.

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